E cosi’ sia 29/07/2004 E sopra il tetto stelle di questa chiesa dove io prego cercando di congiungere le mani troppo indurite dalla paura e con il petto aperto al nulla di uccelli che mi strappano il cuore del pianto che mi ha tolto ogni liquido della sofferenza che mi ha reso fragile. La cera si consuma in fretta il tempo si liquefa dentro pastelli bianchi e mi trascina negli incubi della fiamma di uno stoppino giunto al termine. E non ardera' piu' a rischiarami dentro le pareti consunte dell'anima a darmi certezze credute in zendadi che calano cupi. Oh, com'e' vuoto il silenzio com'e' grande il nulla! Dio, dove sei! Mi sollevo da una panca in legno chiaro con me non c'e' davvero nessuno e quei banchi scarni allineati sembrano minute barche al porto che non vanno da nessuna parte. Riprendo il cammino e la mia croce e spero che Dio torni a cercarmi. E prego e prego ancora. E cosi’ sia. Roberta Vasselli Venezia, 29 luglio 2004